A Viterbo s’è tenuto recentemente un tavolo tecnico sulla necessità di alzare il livello qualitativo del rapporto formazione/lavoro. L’attenzione dei partecipanti era focalizzata sulla realtà viterbese, ma il tema è di grande attualità su tutto il territorio nazionale, o almeno così dovrebbe essere, investire in formazione e puntare ad un rapido e qualificato inserimento lavorativo, specie dei più giovani, dovrebbe infatti essere una delle priorità della politica e della società civile.
L’incontro presieduto dall’assessore alla Formazione e alle Politiche sociali Paolo Bianchini, ha visto la partecipazione di sindacati e associazioni di categoria che hanno discusso in modo propositivo, su quale potesse essere l’impiego migliore per i fondi finalizzati alla formazione professionale.
I progetti presentati sono stati molteplici, in particolare nel settore del sociale, con il corso per assistenti familiari, ma anche la formazione artigiana è stato oggetto di confronto, in particolare è stata sentita da tutti la necessità di far conoscere le vecchie “botteghe”, soprattutto ai giovani.
In conclusione i punti più condivisi sono stati quelli organizzativi, con l’esigenza generale di iter più snelli, maggiore condivisione di intenti e di una attenta programmazione. In quest’ottica il tavolo tecnico si riunirà a Settembre per vagliare nuove proposte al fine di gestire al meglio competenze e opportunità.
(30/06/2010) – Prorogati fino al 31 luglio in Sicilia gli sportelli multifunzionali al servizio della formazione, in scadenza oggi. Il disegno di legge è stato approvato all’unnamità dall’Assemblea regionale siciliana, con il si’ di tutti i 43 deputati che hanno partecipato alla votazione. Prosegue così per un altro mese il rapporto di lavoro dei circa 1.800 addetti a questi sportelli. La spesa prevista e’ di 7 milioni di euro. Il provvedimento era stato esitato ieri dalla competente commissione legislativa ed è stato immediatamente posto all’ordine del giorno, con una corsia preferenziale concordata dalla Conferenza dei capigruppo proprio in virtu’ della scadenza degli sportelli fissata oggi. Malgrado il voto unanime che l’ha conclusa, la seduta è stata caratterizzata da toni polemici e momenti di tensione, come quando la capogruppo del Pdl-Sicilia, Giulia Adamo, che ha contestato l’utilità degli sportelli multifunzionali e ha invitato a impiegare per il tempo prolungato nelle scuole le risorse a questi destinati. Adamo ha anche annunciato di voler chiedere la verifica del numero legale. La seduta è stata a questo punto brevemente sospesa dal presidente dell’Ars, Francesco Cascio. Alla ripresa, esponenti dei gruppi del Pdl ‘ortodosso’ e dell’Udc, che sono all’opposizione, hanno rinnovato le critiche al governo accusato di reggersi su un ribaltone col sostegno di partiti come il Pd che dalle urne era uscito sconfitto. Nondimeno, tutti i parlamentari hanno votato a favore del ddl, anche se più voci hanno auspicato che questa sia l’ultima proroga e che al settore della formazione si metta mano con una riforma organica. I lavori d’aula sono stati poi aggiornati dal presidente di turno, Santi Formica, a martedì 6 luglio alle ore 16 con all’ordine del giorno l’esame della riforma della legge sugli appalti e il ddl che reca benefici in favore dei superstiti dell’alluvione di Messina.
I contratti di lavoro per i 1800 addetti degli sportelli multifunzionali sono stati prorogati fino al 31 luglio 2010.
La proroga “si riferisce –come stabilito da un emendamento dall’Assessore alla famiglia, politiche sociali e lavoro Nicola Leanza e approvato dall’Assemblea- ai soggetti utilizzati alla data del 31 dicembre 2009 nell’ambito dei progetti attuativi degli sportelli multifunzionali”: la legge è stata approvata in via definitiva, all’unanimità, con 43 “si”.
È questo l’esito finale del lungo dibattito sviluppatosi a Sala d’Ercole, alla cui presidenza si sono alternati il presidente dell’Assemblea Francesco Cascio e il vicepresidente vicario Santi Formica.
I lavori d’Aula sono stati quindi rinviati a martedì 6 luglio 2010 alle ore 16, con all’ordine del giorno la discussione di interrogazioni e interpellanze alle quali risponderà l’assessore all’economia Michele Cimino.
Seguiranno il confronto sulle modifiche e integrazioni alla normativa regionale in materia di appalti e l’esame degli articoli del disegno di legge -relatore Riccardo Minardo del Mpa- sugli interventi urgenti per i superstiti del nubifragio di Messina.
Come abbiamo più volte scritto, e ripreso nella lettera aperta, la Regione Sicilia, con il suo Assessore Prof. Centorrino, ha dichiarato che necessita una riforma della formazione professionale, la quale sarà in linea con i protocolli interministeriali condivisi con il Ministro Sacconi.
Abbiamo più volte sostenuto che la f.p. e i s.m. in Sicilia non possono che muoversi se non in linea con le linee politico-gestionali dell’U.E. e del Ministero del Lavoro.
Ora che la Regione Sicilia sembra (finalmente) indirizzarsi in questa direzione, l’auspicio che le parti sociali si muovano nella medesima direzione diviene obbligatoria.
Il 16 giugno nell’incontro tra Ministero-Regioni-Parti sociali è stato presentato ed aggiornato il Piano ”Italia 2020” Piano di azione per l’occupabilità dei giovani attraverso l’integrazione tra apprendimento e lavoro finalizzato a garantire una formazione adeguata alle richieste e all’evoluzione del mondo del lavoro.
In allegato il documento aggiornato:
Palermo, 16 giu – Domani, alle 15,30, l’assessore regionale all’Istruzione e Formazioneprofessionale della Sicilia, Mario Centorrino, incontrera’ i rappresentanti dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Snals, e degli enti di Formazioneprofessionale, Forma Sicilia e Cenfop Sicilia, per un confronto sulle problematiche del settore.
Alla riunione, che si svolgera’ a Palazzo d’Orleans, parteciperanno il capo di Gabinetto dell’assessorato regionale all’Istruzione, Nino Emanuele, il dirigente generale del Dipartimento Istruzione e Formazione professionale, Patrizia Monterosso, il capo di Gabinetto del presidente della Regione siciliana, Gianluca Galati.
Un interessantissimo Editoriale da Il Blog del Direttore di Carlo Alberto Tregua (Quotidiano di Sicilia) che vi invitiamo a leggere.
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Alcuni esempi di inefficienze che creano danno ai cittadini. Le leggi regionali per l’assunzione nelle imprese, rimaste lettera morta. Svariati miliardi dei fondi europei degli anni 2007/08/09 non ancora spesi, cui si aggiungono altre risorse statali e regionali non spese. Procedure informatizzate bloccate, per cui ancora negli assessorati circolano carte anziché files. Carichi di lavoro inesistenti, con la conseguenza che nessuno è responsabile di ciò che deve fare. Dirigenti che prendono i premi anche quando non hanno combinato nulla. Dipendenti che vanno in pensione con 25 anni di attività anziché con la stessa attività dei loro colleghi statali. Opacità di tutte le attività per impedire ai cittadini di guardare dentro il palazzo. Il lungo elenco potrebbe continuare.
Tutto quanto descritto si può riassumere in un’unica parola: disorganizzazione. Questa è il cancro della Sicilia, perché quando la macchina è inceppata qualunque buona legge o qualunque buona iniziativa assessoriale (e ce ne sono tante) si imbuca in un binario morto.
Vi è un gran numero di precari, 22.500 nei Comuni, 10 mila formatori, 6 mila nella Regione, 28 mila forestali, 10 mila di astruse sigle diverse e via contando. La Regione dovrebbe pagare tutti costoro con i nostri soldi, spendendo forse un miliardo di euro, una cifra enorme che non ha e che tiene in ginocchio e prostra l’economia siciliana. Lo sbocco è nelle attività produttive e nella costruzione di infrastrutture, ma di questo abbiamo già scritto e ci torneremo.
Piuttosto, vi sono assunzioni previste nelle Forze dell’Ordine e nell’Esercito. Ai precari siciliani si dovrebbe consigliare di partecipare a quelle selezioni e, se dimostrano di possedere i requisiti, potrebbero trovare una collocazione e una soddisfazione per le loro aspirazioni.
Ci dispiace ricevere decine di email di insulti da parte di molti di loro che si sentono offesi dalla nostra semplice enunciazione dei fatti. Si badi, costoro non argomentano, perché non hanno argomentazioni. Sarebbe invece bene che aprissero gli occhi su una realtà amara e sull’imbroglio causato dal ceto politico.
Come fare acquisire efficienza alla pubblica amministrazione regionale e ai Comuni? Basterebbe che tali istituzioni si appropriassero di modelli organizzativi che già esistono in altre branche della pubblica amministrazione e li facessero propri, perché funzionano.
Ci riferiamo, per esempio, alla Guardia di Finanza e alle diverse Agenzie dello Stato. Dai forum con i vertici, che abbiamo via via pubblicato, e dalle nostre inchieste, abbiamo dedotto come ognuno dei preposti ai servizi abbia un compito specifico e un obiettivo da raggiungere. Compito e obiettivo che vengono controllati puntualmente, per verificare se ciascun addetto fa il proprio dovere e il proprio lavoro. Proprio la comparazione fra il carico di lavoro e il suo effettivo svolgimento è la chiave che spiega l’efficienza degli organismi prima indicati.
Non si vede perché Regione e Comuni non debbano chiedere aiuto a Guardia di Finanza e Agenzie statali per mutuarne l’organizzazione.
Sarà perché qualche decennio di insegnamento di organizzazione ha creato in me una sorta di indicazione costante nel rilevare le inefficienze di qualunque struttura. O forse quelle inefficienze ci sono veramente. In ogni caso c’è un modo inoppugnabile per misurare se un servizio è ben organizzato oppure no: la soddisfazione dei destinatari. Brunetta ha inventato le tre faccette: una che sorride quando il cittadino-cliente è soddisfatto, una che resta seria quando il servizio è sufficiente e un ghigno di pianto quando è totalmente insoddisfatto.
La customer satisfaction è la misura della soddisfazione dei cittadini per i servizi ricevuti, ma questa innovazione non è messa in atto, mentre dirigenti e dipendenti la vedono come il fumo negli occhi, anche perché sanno che le loro valutazioni, anche ai fini dei compensi economici, sarebbero proporzionate al grado di soddisfacimento che essi danno ai loro cittadini-clienti.
è venuto il tempo di ribaltare la situazione. Chi non è capace di lavorare in modo organizzato e con efficienza deve smetterla di rubare i soldi dei contribuenti. E andarsene a casa. Punto.